giovedì 14 ottobre 2010

Il Banco Ambrosiano e la Banca d'Italia


Abbiamo visto in questi giorni come si sia comportato egregiamente Andreatta. E la Banca d’Italia - in questa vicenda del Banco Ambrosiano - come si comportò?

Gli ispettori della Banca d’Italia avevano messo sotto osservazione il Banco fin dal 1978, ma non si ebbe il coraggio di prendere provvedimenti drastici (consentiti dall‘art. 57 della legge bancaria).

Quando il presidente della Consob Guido Rossi – fortemente voluto da Andreatta - chiese il benestare alla Banca d’Italia per la quotazione d’ufficio dell’Ambrosiano in borsa - le cui azioni venivano scambiate sul mercato ristretto - Palazzo Koch diede l’autorizzazione senza alcuna riserva. Questo accadeva nel marzo-aprile 1982, quattro mesi prima che il Banco venisse dichiarato fallito.

Così Marco Vitale (http://www.marcovitale.it/ ) - con la consueta lungimiranza - nel giugno 1981 (un anno prima del del fallimento del Banco): “La domanda principale che l’opinione pubblica deve porre alla Banca d’Italia è se sia concepibile che una grande banca sia controllata da sospette società estere. Se la risposta è negativa, e io non ho il minimo dubbio che sia negativa, le domande successive sono due. Non ritiene la Banca d’Italia che il complesso delle situazioni e dei comportamenti emersi, congiuntamente ai gravi sospetti contenuti nello stesso rapporto degli ispettori sulla proprietà effettiva di tali società estere, costituiscano un caso di gravi irregolarità nell’amministrazione dell’azienda di credito ovvero un caso di violazione delle norme legali e statutarie che ne regolano l’attività, cioè uno dei casi che giustificano lo scioglimento degli organi amministrativi?….Altrimenti di crisi in crisi, di Sindona in Sindona (http://fausteilgovernatore.blogspot.com/2010/09/michele-sindona-un-affarista-corrotto.html ), di Calvi in Calvi, questa agonia del paese non finirà più”.

Sempre Vitale il 21 agosto 1982 in un’intervista a Mazzuca disse: “Calvi appartiene a quel tipo di banchiere che utilizza i denari dei risparmiatori per comprarsi fette crescenti di potere…Io credo che nella Banca d‘Italia ci sia ormai nell‘area della vigilanza una struttura arcaica e obsoleta…Non intervenendo pubblicamente, ma soffocando tutto nell‘ingenua speranza di evitare “turbative“ la Banca d‘Italia finisce per permettere i più colossali saccheggi: banche Sindona, Italcasse, Banco Ambrosiano; i casi sono ormai troppi e troppo vicini per pensare che si tratti di fatti casuali”.

Mi piace chiudere questa storia con una risposta - a una interrogazione parlamentare - di Nino Andreatta l’8 ottobre 1982: “ E’ stato detto che la costituzione del Nuovo Banco Ambrosiano è stata una decisione affrettata. La cronaca dimostra che c’è stato, invece, un processo approfondito di elaborazione, certo in tempi che le cose stesse rendevano stretti. Ma a torto è stata criticata la celerità con cui le soluzioni sono state prese. Le crisi finanziarie si alimentano e si ingrandiscono a valanga e quindi non servono le meditazioni del filosofo, ma la prontezza dell’uomo di azione, per impedirne l’effetto devastatore”.

Quanto è attuale il pensiero di Andreatta! Se pensiamo al fallimento di Lehman Brothers il 15 settembre 2008 e alle drammatiche e convulse giornate che si sono susseguite, comprendiamo con chiarezza che in certi contesti la prontezza degli interventi è decisiva.

Proprio settimana scorsa sono stati pubblicati i dati sul TARP - Trouble Asset Relief Program – approvato dal Congresso il 3 ottobre 2008 al termine della presidenza Bush.

Con un intervento stimato di 700 miliardi di dollari, il Tesoro Americano ha evitato una catastrofe. L’FT di settimana scorsa: “The banks recovered; the financial systems, thug impaired, continued to function; the value of distressed assets improved. The scheme would have been cheap at 10 times the price”.

Tante furono le critiche al TARP. Oggi emerge che il costo complessivo si è rivelato molto inferiore, pari a 29 miliardi di dollari. La prontezza evocata da Andreatta ha avuto la meglio.

P.S.: per approfondimenti si consiglia la lettura di:

Andreatta. Ministro del Tesoro, Salsano F., Il Mulino, 2009;
Vaticano S.p.A., Nuzzi G., Chiarelettere, 2009;
I Segreti del Vaticano, Augias C., Mondadori, 2010;
I banchieri di Dio, a cura di Mario Almerighi, Editori Riuniti, 2002;
Storia del Banco Ambrosiano. Fondazione, ascesa, dissesto 1896-1982, Bellavite Pellegrini C., Laterza, 2001;
Romanzo Criminale, De Cataldo G., Einaudi, 2002
La grande truffa, Raw C., Mondadori, 1993

2 commenti:

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