lunedì 17 luglio 2017

In alto i cuori per Roger Federer, campione cristallino, che conquista il suo ottavo Wimbledon

Nessuno nella storia del tennis professionistico aveva mai vinto otto Wimbledon Championships. Il record lo ha raggiunto lo svizzero Roger Federer, ormai trentacinquenne, che ha battuto in finale con estrema facilità il croato Marin Cilic.
Un dato su tutti: Federer ha vinto Wimbledon senza perdere un set. Gli avversari quest'anno si sono sciolti al sole: Rafa Nadal ha perso una maratona al quinto set 15-13 contro il lussemburghese Gilles Muller, uno dei pochi che gioca ancora serve & volley; Andy Murray ha perso contro Sam Querrey (in precedenza Fognini è stato battuto da Murray in quattro set; con un po' più di determinazione l'italiano lo avrebbe potuto battere); Djokovic si è ritirato per infortunio (ma non c'è con la testa da un po' dopo anni formidabili) contro il ceco Tomas Berdych, l'unico a mettere un po' in difficoltà Sua Federarità (Clerici, cit.) in semifinale.

Lo scrittore Alessandro Baricco ha preso baracca e buratttini ed è andato in pellegrinaggio in Church Road a Londra per ammirare Roger Federer. Ne ha tratto un pezzo mirabile su Repubblica. Cito un passaggio decisivo: "La fondamentale differenza tra Federer e gli altri giocatori di tennis del pianeta è che gli altri giocano a tennis, lui invece fa una cosa che ha più a che vedere col respirare, o col volo degli uccelli migratori, o col rinforzare del vento la mattina. Qualcosa che è scritto già da un sacco di tempo, inevitabile, nell'andare delle cose. Qualcosa di naturale".

La naturalezza, la apparente semplicità del colpo. Anche quando John McEnroe metteva una volee all'incrocio delle righe, dopo che Bjorn Borg piazzava un passante incrociato, sembrava che tutto fosse più che banale. E' proprio dei grandi agire con naturalezza, con leggerezza e semplicità.
Sempre Baricco: "Se guardando gli altri giocatori il piacere è registrare l'abilità incredibile con cui riescono a venire fuori dall'artificiosa situazione di merda cui sono condannati, guardare lui è qualcosa di affine a vedere il leone muoversi nel suo ambiente naturale: sonnecchia, corre, salta, incidentalmente sbrana una gazzella...giocargli contro deve essere allucinante".

Come ha scritto Gianni Clerici, non ci resta che ringraziare Federer per il piacere, le emozioni che ci dà. Di per sè, entrare sul Campo Centrale di Wimbledon è una gioia incredibile. Vedere giocare Federer ancora di più.

P.S.: un plauso alla spagnola Garbine Muguruza, che ha battuto in finale la rediviva Venus Williams, splendida trentasettenne.

martedì 4 luglio 2017

85mila persone per 30 posti in Bankitalia. C'è molto da riflettere su questa situazione fantozziana

La notizia della partecipazione monstre di 85mila persone per 30 posti di vice-assistente in Banca d'Italia si è incrociata con la scomparsa di Paolo Villaggio, straordinario attore, i cui personaggi, da Fracchia a Fantozzi sono entrati nell'immaginario collettivo.

Chi partecipa al concorso in Banca d'Italia vive certamente una situazione fantozziana. Significa avere lo 0,035% di probabilità di farcela. E chissà quando usciranno le graduatorie finali, poichè i sindacati - e te pareva - hanno già minacciato con miopia ricorsi perchè, visto l'alto numero di partecipanti, si richiede la laurea magistrale come titolo preferenziale. Da segnalare che vice-assistente è il livello più basso per il personale assunto in Banca d'Italia. Lo stipendio previsto è di 28mila euro lordi l'anno.

Il mito del posto fisso è duro a morire. Ricordo ancora il racconto di Francesco Giavazzi che spiegava come la paura di fallire in Italia fosse dominante. Da qui il mito del posto fisso, raccontato con ironia prima da Paolo Villaggio e di recente da Checco Zalone.
Così Giavazzi nel volume "Il liberismo è di sinistra" (il Saggiatore, p. 78): “La figlia di un nostro collega stava per sposarsi, ma all’ultimo decise di rompere il fidanzamento. All’inevitabile domanda sulle motivazioni di una scelta tanto drastica rispose che, tra l’altro, il fidanzato non “era mai fallito”. Il povero ex fidanzato era probabilmente un ragazzo che preferiva un posto fisso e non aveva partecipato all’effervescente nascita di nuove iniziative legate a internet, molte delle quali, appunto, sono fallite. La figlia del nostro collega avrebbe serie difficoltà a trovare un “fallito” da sposare in Italia”.

Tornando al concorso in Bankitalia, credo abbia ragione il giurista Pietro Ichino che denuncia un sistema malato: "Questo numero di candidati comporta un costo abnorme per l'ente, che andava evitato con l'adozione di un filtro preliminare più stringente. Si poteva chiedere la buona conoscenza non solo dell'inglese ma di una seconda lingua straniera".
Ichino insiste sulle manchevolezza di sistema: "Alle radici c'è la grave mancanza di un servizio di orientamento scolastico e professionale che fornisca agli adolescenti e ai giovani in cerca di prima occupazione un'informazione qualificata sul tipo di lavoro a cui possono aspirare e sui percorsi necessari per arrivarci. Il dato delle 80mila candidature è figlio di una diffusa ignoranza di come funziona effettivamente il mercato del lavoro".

Nel 2017 c'è ancora gente che si sobbarca viaggi fantozziani alla ricerca di un agognato posto fisso. Ma datevi da fare, studiate come diventare imprenditori, lavorate sulle vostre potenzialità, non chiudetevi in un ufficio pubblico! Il destino ha più fantasia di noi.