lunedì 1 ottobre 2012

#Berlu è tornato a raccontare panzane. Bisogna rifarsi a Tony Pagoda

Berlusconi è tornato a raccontare le sue panzane. Speriamo che gli italiani si siano vaccinati a dovere dopo 17 anni di declino - morale, civile ed economico - inesorabile.

Berlu ha detto, in occasione della presentazione del libro di Renato Brunetta, Il grande imbroglio, che non vi consigliamo di leggere: “Il grande imbroglio non è il governo tecnico ma è l’euro, la moneta unica...E’ stato un suicidio il cambio dell’euro a 1927 lire”.

Facciamo notare che il cambio lira-euro è stato fissato a 1936,27, ma tanto è inutile ragionare con gli ignoranti, ossia che ignorano la realtà, la storia.

Quando qualcuno vi racconta del cambio lira-euro, parlando con nonchalance a distanza di soli 16 anni, chiedetegli se sa qualcosa dell’Ecofin di Bruxelles del 24 novembre 1996. Se non sa cosa sia successo, nel 99,9999999% dei casi, troncate ogni discussione perchè per ragionare – e non sparare fesserie da bar – bisogna avere gli stessi elementi conoscitivi di partenza.

Ebbene, tra le condizioni per entrare nell’euro – ossia, tra i parametri del Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992, vedasi post Faust, Guido Carli e il ritorno da Maastricht - vi era il ritorno nel Sistema monetario europeo (e la permanenza per due anni prima della partenza dell’euro) da cui la lira era uscita sine die nel settembre 1992. Per cui il grandissimo Carlo Azeglio Ciampi, allora Ministro del Tesoro, convocò l’Ecofin nel novembre 1996 per poter consentire all’Italia di adempiere al quinto parametro.

Carlo Azeglio Ciampi
E il cambio contro marco – dopo una battaglia negoziale pazzesca di Ciampi - fu stabilito in 990 lire contro marco. Tale cambio, per i Trattati europei, era irrevocabile. Per cui, quando l’euro nacque l'1.1.1999, il cambio di 1936,27 non fu che il risultato matriciale della griglia di parità centrali stabilito il 24 novembre 1996.

Non si poteva avere altra parità tra lira ed euro. Tutto si è deciso nel 1996.

Questi sono i fatti. Il resto è fuffa per i gonzi.

Monti ha risposto a Berlusconi a stretto giro di posta da New York – dove ha dovuto parare i colpi dell’incredibile vicenda corruttiva Fiorito-Polverini: “Senza l’euro non solo noi ma tutta l’Europa starebbe molto peggio. Ci ha dato regole di equilibrio nelle finanze pubbliche, una banca centrale indipendente, una cultura del mercato. Sono regole talvolta sgradevoli, ma ci costringono a una modernizzazione indispensabile”.

Da par mio, credo che abbia colto nel segno il regista (Il Divo, su tutti) e scrittore Paolo Sorrentino, il quale nel suo ultimo Tony Pagoda e i suoi amici (Feltrinelli, 2012) mette in bocca a uno dei suoi personaggi, Antonello (Venditti): “Berlusconi ha dato un ricatto estetico all’ignoranza”.
E poi prosegue: “Sacrosanto. Non si era mai vista una concentrazione così corposa di analfabeti sparsi dappertutto a propinarci il loro non sapere su qualsiasi argomento, dalla politica estera fino alle creme da mettere prima di andare a dormire. Una legione infinita di trogloditi che se ne stava compressa al buio sotto i tombini, sdoganata allegramente e gettata con nonchalance a capo di ministeri e telegiornali, discoteche e fattorie. Con una disinibizione così oscena da fratturare qualsiasi effetto, seppur involontaria, di tenerezza”.

P.S.: il primo post di Faust e il Governatore del 30 luglio 2010 titolava: Hanno tutti ragione, titolo del primo Tony Pagoda.

14 commenti:

  1. La storia ha conosciuto molte unioni monetarie. Esse nascono, vivono, vanno in crisi e infine muoiono. Muoiono perché gli interessi nazionali degli stati che le compongono divergono. L'Euro è una delle tante unioni monetarie e in quanto tale è destinato anch'esso prima o poi a morire. Per separazione oppure perché gli stati che la compongono si federeranno politicamente, trasformandolo da unione monetaria a moneta di un unico stato.

    Quale che sia l'esito, siccome l'unione europea non è una confederazione ma un'area di libero scambio in cui anche gli stati sono in competizione fra loro più che solidali, dire che nella situazione attuale gli interessi nazionali dell'ex "area del Marco" e quelli dei paesi "periferici" divergono sulla politica monetaria non è una panzana ma una mera costatazione.

    RispondiElimina
  2. Se parliamo di aree valutarie ottimale, possiamo discuterne. E probabilmente l'area eruo non lo è. Ma stiamo discutendo di questo. Stiamo discutendo del cambio lira-marco o cambio lira-euro. Su questo io sostengo che sono panzane.

    RispondiElimina
  3. Capiamoci: stiamo parlando di quanto detto durante quest'evento. Se lo ascolta (glielo consiglio, che lo si condivida o meno è comunque interessante), troverà financo che Berlusconi ha pure detto altre imprecisioni. Li chiami pure errori, superficialità o scarsa preparazione sull'argomento. Ma non si può ridurre la cosa a "raccontar panzane".

    Perché il punto non è il 1927 invece che 1936.27 o il non prendere in considerazione il come si arrivò a quota 990 invece che 900 o 1200 (sì, mi ricordo il suo post sulle memorie di Ciampi). Il punto è che il succo delle parole di Berlusconi è che lui ha chiaro in mente e dice ora apertamente che l'Euro non è un fine in sé ma un mezzo per perseguire un fine, che è fare gli interessi degli Italiani. E sta facendo capire che -eventualmente- a mali estremi estremi rimedi.

    L'argomento è complesso, si sa che Berlusconi si è pure riunito con Mundell, Hanke e altri per approfondire il tema e le sue implicazioni e trarne le conseguenze in termini di posizioni politiche da tenere. E ora Berlusconi sta iniziando a fare quello che sa fare meglio: divulgare e persuadere. Io quello mi attendo da un politico.

    Ora occorre che Renzi e Bersani prendano anche loro posizione sul tema: perché l'appartenenza all'euro così com'è oggi è il problema dell'Italia, sia che lo si voglia definire "il grande imbroglio" sia che lo sia voglia definire in termini più positivi.

    RispondiElimina
  4. Forse Berlusconi non riesce a tenere a mente la cifra "1936" perchè è la sua data di nascita e egli, si sa, non accetta la sua età anagrafica.
    Scherzi a parte, lo strafalcione del 1927 e 1936.27 è abbastanza grave per un politico, ma non è di certo ciò che fa di Berlusconi un inetto al governare.
    Se Berlusconi è davvero così contrario alla moneta unica, perché non ha cercato in nessun modo di arrestare il processo di unificazione monetaria, trovandosi al centro della scena politica dal 1994 ad oggi?
    Non è che forse utilizza solo ora questa sua opposizione nei confronti dell'euro sfruttando il malcontento? il malcontento del popolo che vede tutto secondo questa relazione:

    (Monti vuol dire più tasse)+(Monti difensore dell'€uro) = €uro vuol dire più tasse.

    Berlusconi non è un fulmine di guerra, ma è furbo (chiaramente con efficacia solo nei confronti di chi sa abbindolare). Il vero ignorante, qui, è il popolo italiano che, dopo tutto quello che ha fatto Berlusconi, ancora lo accetta nella vita politica italiana.
    Sono convinto che se si ricandidasse riceverebbe ancora dei voti, e a quel punto vorrei avere davanti un suo elettore per chiedergli i motivi di questo suo comportamento.

    Detto questo, il lavoro di Ciampi è ineccepibile, e sono convinto che l'Euro sia la via giusta.

    Ah, dimenticavo, molti degli imprenditori che ora piangono nei talk show, sono quelli che nel 2000 hanno raddoppiato i prezzi dei prodotti con l'avvento dell'euro.

    Fabio Pedroncelli

    RispondiElimina
  5. Non potendo dire che era al governo, si dice che Berlusconi era in quegli anni "al centro della scena politica". Frase dialetticamente evocativa ma che, essendo lui all'opposizione quando fu deciso di aderire subito all'Euro, concretamente vuol dire nulla.

    Io ricordo che sin dall'inizio del dibattito sull'adesione all'Euro sia lui che Martino fecero dichiarazioni critiche sul progetto (che al secondo valsero la fama di euroscettico). Ricordo che mentre Prodi spingeva per l'adozione dell'Euro, Berlusconi disse che se nel 1994 fosse rimasto al governo più a lungo avrebbe cercato di rinegoziare il Trattato di Maastricht.

    Detto questo, la mia convinzione è che tutti i politici - Berlusconi e Martino compresi - abbiano sottovalutato i rischi dell'unione monetaria. Anzi, la maggior parte dei politici probabilmente non sapeva nemmeno che ci potessero essere dei rischi.

    Credo che gli stati europei abbiano aderito, oltre che accecati da ideali europeisti, pensando che l'Euro sarebbe stato qualcosa di grosso e che restandone fuori avrebbero condannato i loro paesi a rinunciare a un supposto dividendo economico che la maggiore integrazione avrebbe prodotto.

    In altre parole abbiamo tutti creduto che aderire all'unione monetaria europea equivalesse a "Entrare in Europa"; ci accorgiamo oggi che abbiamo solo acconsentito a un peg Lira/Marco a quota 990.

    Che poi Berlusconi possa avere sbagliato prima e voglia rimediare all'errore oggi è sempre meglio di chi ha sbagliato e nemmeno lo capisce. Che poi B. lo faccia per motivi demagogici, idem. Dopo tutto se vogliamo la democrazia occorre accettare che sia il popolo a decidere se vuole o meno l'Euro.

    RispondiElimina
  6. Mi permetto di rettificare la tua ricostruzione: quando la lira rientra nello sme (novembre 1996) non è che il cambio Lira/Marco si fissa a 990 ma la Lira si impegna ad oscillare (max il 15%) entro quel cambio fisso; poi il cambio Lira/Marco cambiava ogni giorno. Quel giorno non si fissò il cambio a 1936,27. Il cambio a 1936,27 scaturisce il 31 dicembre 1998, ultimo giorno di vita delle vecchie valute.

    RispondiElimina
  7. Contesto la rettifica di Fabrizio.
    Il rientro nel Sistema Monetario Europeo (SME) a 990 lire per 1 deutsche mark non significa cambio fisso, ma cambi semi-fissi all'interno della banca di oscillazione prevista dagli accordi di cambio. Ovvio quindi che il cambio lit/dm cambiasse ogni giorno.
    Il Trattato di Maastricht prevedeva che la parità centrale stabilita entro due anni dalla partenza dell'eruo (quindi il 31.12.96 fosse la parità definitiva. Per cui il cambio lira/euro è stato calcolato in automatico il 31.12.1998 prendendo come riferimento le parità centrali tra le diverse valute europee stabilite all'Ecofin del 24.11.1996.

    RispondiElimina
  8. praticamente hai ripetuto quello che ho scritto io :-)

    RispondiElimina
  9. BAP: "Il Trattato di Maastricht prevedeva che la parità centrale stabilita entro due anni dalla partenza dell'eruo (quindi il 31.12.96 fosse la parità definitiva. Per cui il cambio lira/euro è stato calcolato in automatico il 31.12.1998 prendendo come riferimento le parità centrali tra le diverse valute europee stabilite all'Ecofin del 24.11.1996."

    ma questo non è affatto esatto. Cioè, secondo te non bisognava aspettare il 31 dicembre 1998 ma già il 24 novembre si sapeva che il cambio fisso sarebbe stato di 1936,27 lire per un euro??? No. Mentre la lira dal novembre 96 si impegnava ad oscillare al massimo tra 841,5 lire per marco a 1138,5 lire per marzo (cioè +/- 15% rispetto a 990), il cambio lira/ecu variava ogni giorno. Il cambio "finale" non è stato calcolato automaticamente ma si è preso l'ultimo cambio di borsa del 31 dicembre 1998. Per dire, poteva anche essere 1930 oppure 1940 lire per euro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dice il titolare del blog, a novembre 1996 si stabilì la parità a 990: su quello ha ragione.

      Da quel momento presumibilmente le banche centrali agirono coordinandosi affinché quelle parità fossero rispettate il 31.12.1998.

      Il problema è a monte: non esiste una parità giusta che un consesso di politici possa individuare e stabilire per decreto. Ogni scelta è arbitraria. Della quota 990 si può facilmente dire (come feci notare io) che è inferiore al cambio dei due anni precedenti, e che (come disse qualcun altro) che quella dei due anni precedenti era comunque frutto dell'azione delle altre banche centrali che cercavano di tenere su la Lira.

      Come ha detto Alessandro Balsotti in teoria ci sarebbe potuta essere una speculazione. Ma il fatto che non ci sia stata non è la prova che la parità fosse quella giusta. Anche la speculazione del 1992 arrivò "solo" nel 1992 e non qualche anno prima quando fu dapprima preparato e poi ufficializzato l'ingresso nella banda stretta. E la speculazione dei nostri giorni è arrivata "solo" nel 2011. Ma non è dal 2011 che la nostra economia è in forte difficoltà.

      Elimina
  10. Alessandro Balsotti05 ott 2012, 16:09:00

    io ero il market-maker della lira in quegli anni a JPMorgan. 990 marco/lira fu concordato come 'peg' per il futuro euro ad un ecofin verso fine 1996.... (sulla performance di Ciampi ci illumina spesso Beniamino). Il mercato ebbe quello come riferimento nei due anni successivi e 'si conformò'. Ovviamente si sarebbe potuto ribellare e tornare di nuovo sopra 1200... in quel caso sarebbe stato difficile per i policy-makers imporre il 990. Ma non successe: evidentemente la parità non era così sbagliata da alimentare speculazioni diverse e sufficientemente potenti. Il 1936,27 è il risultato di quella decisione. Non ho memoria se il cambio eur/dem di 1,95583 (da cui deriva poi 1936,27) sia il fixing finale di fine 1998 oppure fosse in qualche modo predeterminato con il basket dell'ECU, predecessore dell'euro. In ogni caso già da marzo/aprile 1998 il marco/lira aveva una volatilità molto ridotta e rimaneva molto vicino a 990 + i punti forward calcolati sul differenziale dei tassi.

    RispondiElimina
  11. Alessandro Balsotti05 ott 2012, 16:28:00

    sono andato a rivedere i meccanismi. Il 3 maggio del 1998 sono state fissate le parità "irrevocabili" tra le 11 valute che per prime avrebbero formato l'euro. Per la lira fu 990 contro marco che si era già indicata molti mesi prima come il cambio corretto (anche se forse non definitivo, ma lo fu).
    In realtà, per quel che vale, l'effettivo cambio euro/valute nazionali si sarebbe deciso in effetti solo al 31.12.1998 perchè si sarebbe usato il cambio dell'ECU che nel suo basket conteneva anche valute non-entranti immediatamente nell'euro (credo fossero solo la corana danese, mai entrata e la dracma entrata due anni dopo) che quindi avrebbero continuato a 'fluttuare'. Ma direi l'incertezza dovuta a quei movimenti era minimale.

    RispondiElimina
  12. "n realtà, per quel che vale, l'effettivo cambio euro/valute nazionali si sarebbe deciso in effetti solo al 31.12.1998"

    appunto, quindi mi hai dato ragione! Il cambio di 1936,27 lire è scaturito dalla chiusura di borsa del 31 dic 1998, quante volte devo scriverlo? :-)

    RispondiElimina
  13. "(credo fossero solo la corana danese, mai entrata e la dracma entrata due anni dopo)"

    veramente nell'ecu c'era anche la sterlina

    RispondiElimina