martedì 7 febbraio 2012

#CrackAlehman, la neve, Andreatta e il ruolo della manutenzione nel sistema economico

Sono bastati pochi centimetri di neve per bloccare Roma e tutto il centro-Italia. Il sindaco Alemanno in televisione faceva una pena! Non sapeva proprio come difendersi dalle giuste critiche per un sindaco che si è dimostrato incompetente, superficiale, inetto. La colpa - un classico italiano - è sempre di qualcun altro. Bene hanno fatto su twitter a diffondere l’hashtag #CrackAlehman.

Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli ieri ha twittato: “Il livello di manutenzione segnale il grado di civiltà di un Paese. Amaro e gelido febbraio”.

E’ chiaro che la cattiva gestione della manutenzione ordinaria trasforma una normale emergenza in una straordinaria. Faccio notare che ha nevicato venerdì scorso e oggi - martedì - a Roma le scuole sono chiuse. No comment.

Beniamino Andreatta
Nel novembre scorso il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napolitano scrisse un articolo - I ragazzi di Monterosso e la sentenza di Andreatta - molto interessante, partendo dal ricordo di Beniamino Andreatta.

"Purtroppo non è solo colpa della violenza della natura. Mi torna davanti agli occhi una scena di molti anni fa. Piazza di Sant'Andrea della Valle a Roma, civico 6, sede dell'Arel, un palazzone con molto travertino bianco. Ricordo due gambe accavallate, lo scatto in piedi, e una domanda retorica che aveva la forza di una sentenza: «Lo vuole capire o no che i problemi dell'economia sono essenzialmente problemi di manutenzione?». A emettere la sentenza era Nino Andreatta, un democristiano anomalo che non c'è più e ha dato molto a questo Paese, si riferiva all'acqua e al Mezzogiorno. Aveva ragione lui, la sentenza vale oggi anche per Monterosso e le mille bombe a orologeria che attraversano il territorio italiano. Nella manutenzione mancata di grandi e (soprattutto) piccole cose di ogni giorno c'è la metafora etica di un Paese e riguarda tutti".

Qualche settimana fa – 12 gennaio 2012 - Beppe Severgnini sulle pagine del Financial Times "Italy’s recurring tragedy The quest for «bella figura»" ha toccato il tema della manutenzione. Ecco il passaggio che mi interessa:

Once again, an Italian fell into the trap of “la bella figura” - this time, with tragic consequences. La bella figura, the beautiful figure: only in Italian does there exist an expression like this. It means making “a good impression”, in an aesthetic sense. Too often, both in public and private, we confuse what is beautiful with what is good; aesthetic appreciation sweeps ethics aside. Leo Longanesi - a perceptive Italian columnist, our H.L. Mencken - once wrote: “Gli italiani preferiscono l’inaugurazione alla manutenzione”- Italians prefer openings to maintenance. There is a lot of truth in this. It’s not a verdict, but a warning.

Pensiamoci. Quante volte abbiamo visto i politici alle inagurazioni? Quante volte l’infrastruttura è diventata una cattedrale nel deserto?

Ho cercato su google e ho subito trovato una notizia recente: “Palermo-Messina, l’autostrada degli incidenti, da rifare dopo 7 anni :

PALERMO – Un’opera da 4 miliardi e mezzo finita nel nulla: è l’autostrada Palermo-Messina, inaugurata nel 2004 alla presenza dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dell’allora governatore Totò Cuffaro, e dopo sette anni già da rifare.


Due gallerie dell’autostrada stanno per crollare, secondo le stime del perito della Procura di Patti riportate dalla Stampa: “Possibilità di distacco del rivestimento di circa il 70 per cento entro la prossima primavera”, avverte la relazione, per “colpa” della pioggia.


I due tunnel “Tindari” e “Capo d’Orlando” sono stati posti sotto sequestro, mentre la Procura ha inviato otto avvisi di garanzia per attentato alla sicurezza stradale ad altrettanti ex commissari straordinari e tecnici del Cas, il Consorzio per le autostrade siciliane".

Eh beh, tiriamoci su, #CrackAlehman ha appena detto che domani - mercoledì - le scuole potranno riaprire.

10 commenti:

  1. La parola chiave è responsabilità: quella che dovrebbero avere sia i cittadini sia i politici. Un politico responsabile non scarica le responsabilità ma se le assume, si fa carico di allertare e di spiegare (anche le cose più sgradevoli, come quella che sarebbe economicamente insensato per Roma avere un piano neve come quelli di Milano da usare una volta ogni dieci anni) ed evita scontri sterili.
    Un cittadino responsabile non pretende di avere servizi regolari da giornata di clima mite mentre il termometro segna 14 gradi sotto lo zero, ma prende le precauzioni che il buon senso detta da secoli e accetta che il tempo, il gelo e la neve sono qualcosa che nessuno può controllare.
    Mario Clabresi, Direttore de La Stampa
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=273

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  2. Mattia Maetini07 feb 2012, 10:00:00

    "we confuse what is beautiful with what is good": come al solito post ricco di spunti; mi hanno incuriosito due tematiche:
    1) situazione di Roma; credo che sia emblematico ed evidente agli occhi di tutti il profondo senso di inadeguatezza rispetto alla gestione professionale e programmata di un evento comunque annunciato.
    Al solito invece l'assistenzialismo e il "confido nel prossimo" (con una punta di amaro sarcasmo) hanno prevalso, dando un'immagine di quella che dovrebbe essere la capitale d'Italia quantomeno ridicola.

    2)Il tema della manutenzione, e ancora prima della realizzazione di infrastrutture assegnata per meritocrazia tramite concorsi ad aziende competenti e non, come si scopre sempre DOPO per via di interessi privati, è un altro male che definirei "storico" di questo paese.

    Tutti a scuola mercoledi? Beh, ma tramite l'e-learning lezione si potrebbe fare via web..purtroppo, fantascienza.

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  3. Le dinamiche economiche sono diverse e non confrontabili ma viaggiando negli Stati Uniti per lavoro mi sono trovato a confrontare i diversi modi di interpretare la 'Manutenzione'. Negli Stati Uniti la qualità della manutenzione e dei servizi post-vendita è scontata e rischia di apparire spesso ridondante per un Italiano. Lavori notturni su strade anche sperdute, prodotti non perfettamente funzionanti o usurati che vengono sostituiti immediatamente con prodotti nuovi, call-center che rispondono h24, perfino palestre poco frequentate è quasi scontato che siano aperte anche di notte.

    Credo che la piaga più grossa sia il 'Male storico' degli interessi privati a cui riferiva Mattia.
    Dall'altra parte anche noi essere più responsabili, non pretendiamo di avere pronta una flotta di spazzaneve ad Otranto.

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  4. Michele Costabile07 feb 2012, 11:35:00

    Caro Beniamino sagace e puntuale come al solito. Eppure le teorie e le pratiche esperienze organizzative sono tante......dalla prevenzione alla manutenzione in progress (come nel caso dei sistemi six sigma di General Electric.......ma piu' semplicemente i manuali delle procedure che qualunque minicatena di bottegai ormai adotta per l'apertura e la chiusura delle casse, ovvero per la conservazione dei formaggi freschi).......ma anche andando indietro negli anni i sistemi di feedback e i contingency plan.....
    Il problema purtroppo e' a monte: ci manca la capacita' di fare apprendimento, individuale e organizzativo. Insomma abbiamo un metaproblema, non di cognizione ma di metacognizione.
    E' il modo migliore per non apprendere e' non ammettere gli errori....neanche a se stessi, con piu' o meno patetiche attribuzioni causali esterne. E quindi addosso alla protezione civile, ma anche al governo....e intanto sabato, domenica e lunedi' passati invano.....Sono fortunato, vivo nel centro di Roma. Ebbene in 3 giorni passati a piedi irando in lungo e in largo la citta' ho incrociato: 2 mezzi piccoli dell'AMA, di cui solo uno con spazzole - inadeguate strumentalmente - per la pulizia delle strade; una ruspa che rimuoveva la neve da piazza venezia e 2, dico 2, bobcat (e solo in piazza venezia)......ah dimenticavo oltre ai potenti mezzi piu' di tutto pote' la forza: ho visto in totale 4 (in 3 giorni) addetti ala pulizia di marciapiedi con pale e sale (usato solo sulla scalinata del campidoglio). Penso che un monumento i vigili e i dipendenti AMA di Roma non lo avranno mai......e come al solito la responsabilita' e' di chi li guida, sindaco in testa.
    Questo il triste e magro bilancio.....e quindi non solo manutenzione o prevenzione ma anche capacita' di reazione. Immaginate il disgusto nel vedere le foto del sindaco che spala.....caricatura del duce che miete nei granai del Paese!! Parafrasando Flaiano cio' che piu' nuoce non e' il dramma ma la farsa ;-(

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  5. "Too often, both in public and private, we confuse what is beautiful with what is good" è il problema che sta alla base di questa e molte altre problematiche che, purtroppo, si ripetono con una frequenza allarmante in Italia.
    La colpa è di chi cerca di fare BELLA FIGURA, appunto, al momento opportuno (inaugurazione) dimenticandosi poi della parte più importante (manutenzione), ma anche di coloro che non prestano attenzione, di coloro che si bevono tutto quello che viene detto loro, quelli che hanno affidato il paese in cattive mani negli ultimi 18 anni (dal 1994).

    Il caso di Roma è l'ennesima metafora della situazione e dell'atteggiamento di buona parte di questo paese: disorganizzazione e soprattutto il gioco della patata bollente, ossia il dare colpa all'altro, un "non sono stato io" degno del Bart creato da Matt Groening.

    Puntualissimo e coerente l'intervento del ministro Cancellieri che ha richiamato a lavorare sodo e soprattutto in silenzio. In un paese di logorroici, anche il silenzio è d'oro.

    fp

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  6. Ma per combattere al meglio al meglio le esperienze vere, piantamola con quelle farlocche, GA Stella, Corriere della Sera

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  7. Visto in tv, è parso un sindaco piccini piccino. Mentre Roma affrontava l'emergenza neve, Gianni Alemanno era in tv: a litigare con il capo della Protezione civile Franco Gabrielli.
    Aldo Grasso, Corriere della Sera

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  8. Dietro lo spazio eccessivo che i giornali hanno dedicato alla nevicata romana c’è un complotto del Nord, ha rivelato Gianni Sciolina Alemanno. Credevo che dietro ci fosse soprattutto lui, un sindaco forse peggiore di altri, ma sicuramente molto più collerico e chiacchierone, disegnato apposta per indossare i panni del capro espiatorio. La sua ultima denuncia però mi ha convinto. Esiste un complotto vichingo per mettere Roma in cattiva luce e ne facciamo parte un po’ tutti: giornali del Nord, giornali romani diretti da giornalisti del Nord e telegiornali fatti a Roma da leghisti e comunisti del Nord (i comunisti sono per definizione del Nord, basta vedere la Corea). Siamo stati noi - con il sostegno occulto delle multinazionali del ghiacciolo, della Loggia del Leopardo e di un cugino friulano di Dan Brown - a nascondere le pale nelle catacombe e a rovesciare migliaia di sacchi di sale nell’insalata del Trota pur di sottrarli alla furia bonificatrice di Alemanno. Sempre noi, dopo averlo ipnotizzato, abbiamo costretto il sindaco alpinista a proclamare il coprifuoco al Tg1, a chiedere una commissione d’inchiesta sulle previsioni del tempo (che chicca degna di Totò!) e a mostrare la compattezza delle istituzioni litigando a reti unificate col capo della Protezione civile.

    E perché mai avremmo fatto tutto questo? Ma per il più meschino degli impulsi. L’invidia. Non vogliamo che Roma ottenga le Olimpiadi del 2020 e ci siamo già accordati segretamente con la Loggia del Leopardo per portarle a Brescia. O ad Asti ovest, si vedrà. (La decisione finale spetta al cugino di Dan Brown).

    Massimo Gramellini, La Stampa

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  9. Alemanno e' capace di sorprenderei ancora. Imprevedibile fenomeno da baracconi. In previsione della nevicata di venerdì, ha deciso la chiusura delle scuole per domani. Tanto i genitori domani fanno un bel certificato medico e stanno a casa a curare i bambini! Ma il ministro Profumo non ha niente da dire? E le imprese che domani avranno un sacco di defezioni? Marcegaglia, fatti sentire.

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