lunedì 5 marzo 2012

Volatilità, VIX, Chicago board of trade e l'indice della paura

Asserragliati nelle nostre case e nelle nostre città, veniamo ogni giorno di più bombardati da messaggi che diffondono paure. La paura è un affare, un business politico per chi promette un antidoto, magari fatto di parole vuote, frasi generiche, o di provvedimenti impraticabili. C’è un mercato della paura e serve a venderci la merce politica e mediatica che si chiama sicurezza”. Così si esprime efficacemente il Prof. Marco Aime (Il tribalismo e i difficili conti con il passato).

Bene. Parliamo della paura e di un libro che ho letto durante le vacanze di Carnevale: L’indice della paura, scritto da Robert Harris (Mondadori, 2011), che vede protagonista Alex Hoffmann.

A quarantadue anni Hoffmann è una leggenda: scienziato tra i più noti al mondo, è ora un ricco e potente uomo d'affari proprietario di una società che gestisce fondi d'investimento, e ha da poco creato un software sofisticatissimo e top secret, destinato a rivoluzionare i mercati finanziari di tutto il mondo. Nessuno dei suoi rivali sa come, ma il sistema che Hoffmann ha messo a punto e che ruota intorno al VIX - l'indice di volatilità, familiarmente chiamato dagli addetti ai lavori "indice della paura"- genera un incredibile ritorno in termini economici per i suoi clienti.

Un passaggio mi ha colpito in particolar modo: “I nostri algoritmi prosperano nel panico, perchè gli esseri umani quando sono spaventati si comportano sempre in modo decisamente prevedibile”.

Il filosofo greco Epitteto scrisse: “Gli uomini sono turbati e allarmati non dalle cose, ma dalle impressioni e dalle opinioni che hanno delle cose”.

Proprio perchè il linguaggio ha liberato il potere dell’immaginazione - e con essa arrivano le voci, il panico, la paura – il protagonista del libro Alex Hoffmann ha costruito un algoritmo che non ha immaginazione, che non va nel panico.

Hoffmann sintetizza così: “Nell’ambito della finanza comportamentale, non possiamo analizzare ogni aspetto del comportamento umano nei mercati e il suo probabile effetto scatenante nel corso degli ultimi vent’anni. Ci siamo resi conto fin dall’inizio che avremmo dovuto restringere il campo. La soluzione a cui siamo approdati è stata quella di scegliere un’emozione particolare sulla quale sappiamo di avere dati significativi: la paura”.

Sempre Hoffmann – ex scienziato del CERN di Ginevra (lo stesso CERN protagonista recente dei passi falsi sulla velocità del neutrino) e nel libro gestore di un hedge fund di successo: “La paura è storicamente l’emozione più forte in economia. Ricordate cosa disse Franklin Delano Roosevelt durante la Grande depressione? E’ la citazione più famosa nella storia finanziaria: . In realtà la paura è l’emozione umana più forte. Chi mai si sveglierebbe alle quattro del mattino perchè si sente felice?...La nostra conclusione è che la paura sta guidando il mondo come mai prima”.

E su quale indice si concentrano le “bet”, le scommesse, le operazioni direzionali del fondo hedge guidato da Hoffmann? Sul VIX – indice di volatilità dell’indice S&P 500, quotato sul mercato a termine di Chicago - chiamato l’indice della paura dagli operatori poichè misura la volatilità implicita del mercato nei prossimi mesi. E maggiore è la paura, l’incertezza, maggiore è la volatilità.

Anni fa sono stato a Chicago, città bellissima, vi consiglio di andarci. E’ stato emozionante entrare al Chicago Board of Trade (CBOT), dove un’intera parete è occupata dagli schermi lcd dove in diretta dal satellite vengono proiettate le previsioni metereologiche negli States, fattore critico per la determinazione del prezzo futuro delle materie prime, quotate al CBOT.

Chiudo con un lontano passaggio della mia tesi di laurea (1994, wow!) recita: “Roll scopre nel 1994 che il mercato futures statunitense del succo d’arancia liofilizzato possiede un set informativo sull’evoluzione del clima in Florida – dove viene prodotta la maggior parte del succo d’arancia degli Stati Uniti – molto vasto, tale da generare previsioni del tempo migliori, in media, di quelle del servizio metereologico americano”.

2 commenti:

  1. Ha ragione Hoffmann, il VIX e' assolutamente prevedile, io ho scritto un algoritmo che funziona nello stesso modo(almeno da quello che transpare dalla sua descrizione) ed effettivamente ha un rendimento che ha dell'incredibile... se ti interessa, fammi un fischio! ahah
    Eugenio

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  2. Libro sicuramente ben scritto, trama avvincente, e poi è assolutamente affascinante il core della trama: riuscire a prevedere in modo matematico (con un algoritmo) qualcosa che razionale non è affatto (l'andamento dei mercati, che per definizione, è aleatorio) sfruttando l'idea di rendere uniformato un atteggiamento umano dettato dalla paura.

    Prevedere l'effetto della paura stigmatizzandola a un qualcosa di quasi "banale" se vuoi (scelte certe); la psicologia finanziaria è sicuramente un settore affascinante.

    Mattia

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