lunedì 13 febbraio 2012

Buon compleanno, Ottavio Missoni, atleta formidabile

Ottavio e Rosita Missoni
L’11 febbraio di 91 anni fa nasce a Ragusa in Dalmazia (oggi Croazia) – Dubrovnik – Ottavio Missoni, stilista e atleta di eccellenza.

Vorrei incentrare il post di oggi non sul Missoni creatore di moda dai colori sgargianti, ma sul Missoni atleta, storia – notevole - poco nota ai più.

Per “memento ai più giovani” Ottavio nel 1935 veste la maglia azzurra, nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 hs. A soli 16 anni nel 1937 all’Arena di Milano – oggi intitolata a Gianni Brera – battè gli americani in un memorabile quattrocento piani, con il tempo di 48,8’’; non si può parlare di primato, ma si può dire che ancora oggi è la migliore prestazione italiana per un sedicenne.

Nel 1939 – diciottenne - diviene campione mondiale studentesco (medaglia d’oro alle Universiadi) a Vienna.

A causa della guerra le Olimpiadi del 1940 e del 1944 non si tengono. Missoni racconta: “Poi c'è stata la guerra che io ho combattuto - combattuto si fa per dire - sul fronte di El Alamein (seconda battaglia, 27 ottobre 1942, ndr) e gli inglesi mi hanno fatto prigioniero: 4 anni in Egitto. E io amo dire che sono stato ospite di Sua Maestà Britannica”.

In un’intervista al Corriere della Sera - Missoni racconta di quando nell'ottobre del '42 si trova in Nord Africa a riparare linee telefoniche con in tasca la fotografia di una sedicenne: “Una notte mi ritrovai al centro della battaglia di El Alamein, nel deserto ero da solo sotto le bombe dell'Armata di Montgomery, rotolai in un cratere e sotto il cielo livido di lampi mi addormentai. Quando uscii, sentii un come on! quasi festoso. Era un soldato neozelandese». Seguirono quattro anni di prigionia. Paura? «Solo per un attimo. Ci mancavano tante cose, ma per me non era un problema perché il mio passatempo preferito è sempre stato dormire”.

Nel 1946 torna in Italia. Così racconta Missoni: “Il nostro campo era il 305 ed era il campo dei co-belligeranti e fu l'ultimo ad essere smobilitato. La guerra era già finita da tempo, ma all'epoca non c'erano le crociere Costa, man mano gli inglesi ci imbarcavano dall'Australia, dal Sudafrica, dall'India. A noi per ultimi”.

Alle Olimpiadi del '48 a Londra, dopo cinque anni di inattività sportiva, riesce a superare brillantemente le eliminatorie nei 400 ostacoli, e arriva in finale, dove inciampa e finisce ultimo.

Gianni Brera in un pezzo memorabile così lo descrisse: “Io lo guardavo correre ogni volta più incredulo a tanta bellezza. La sua falcata era esemplare, armoniosa, elegante e perfino possente...E mi insegnava a giudicarne un passo (pendolare, circolare, tacco e pianta finlandese, a linee incrociate ecc.), a valutarne la coordinazione, il sincronismo con le braccia. Lo ammiravo abbastanza per non invidiarlo e sparlarne come quasi tutti...Quando voglio confonderlo, lo ricordo come ectoplasma del grande, grandissimo atleta che sarebbe stato se a vent’anni non l’avesse fermato la guerra, restituendolo vecchio e logoro a noi” (Gianni Brera, La bocca del leone, L’arcimatto II 1967-1973, Baldini & Castoldi, 1995).

Missoni è stato azzurro 22 volte, la prima nel '37, l'ultima nel '53. Non tutti sanno che il conte Ottavio – come lo chiamava Brera - è tuttora campione mandiale di diverse discipline over 80. “Sono stato campione italiano dei 50 dorso: over 80, si capisce”, oltre che campione europeo over 85 nel lancio del giavellotto". Il conte Ottavio – alla domanda del giornalista della Gazzetta dello sport (27.3.2009) - Dal sesto posto nella finale dei 400 ostacoli alle Olimpiadi di Londra, nel 1948, a questa allegria attempata, che filo c'è? “Mah. Venivo da quattro anni di prigionia in Egitto, senza una gara da 21 a 26 anni, e feci la finale: un miracolo. Allora però le corsie erano solo sei, mio padre mi chiamò e mi disse: sei arrivato ultimo. Allora le Olimpiadi erano una festa. Io correvo, mi divertivo. Mica la gigantesca rottura di coglioni di oggi, con troppe discipline: l'hockey su prato, il tiro con l'arco, la carabina, ma dài. E il sollevamento pesi per le donne, che orrore”.

Non possiamo che chiudere con Gianni Brera: “Ciascuno sta solo sul cuore della terra, trafitto da un raggio di sole e confortato da uno o più paladini degni di entrare nel suo epos. Ora nel mio epos figura Ottavio Missoni. Ottavio ha perso due Olimpiadi a causa della guerra. Quando è potuto rientrare dalla prigionia, ha portato il proprio ectoplasma alla finale dei 400 ostacoli nell’Olimpiade londinese (1948)...(Gianni Brera, Il club del giovedì, Aragno Editore, 2006).

Grandissimo Ottavio Missoni, aspettiamo la medaglia d’oro alle prossime Olimpiadi over 90!

2 commenti:

  1. Uno bravo, è bravo per sempre. Così l'impegno e la costanza non vengono mai meno, se sono dentro di te da quando se giovanissimo, e hai dovuto interrompere una grande carriera sportiva per la guerra, insomma qualcosa che non ti sei andato a cercare.
    Riprendere, tornare ad alti livelli, nello sport e in altri campi, come Missoni, dimostrano che non c'è mai un arrivo, ma solo nuove partenze.
    Esempio per tutti.

    fp

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  2. Ricevo e volentieri pubblico: "Bravo Beniamino, grazie: non lo sapevo. L’ho letto davvero con molto piacere!"

    Giancarlo Pagliarini (Ministro del Bilancio, 1994)

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